RSA e ‘mercato selvaggio’ del personale: la crisi degli infermieri, che chiedono fino a 40 euro all’ora.
Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) stanno affrontando una crisi senza precedenti nella gestione del personale infermieristico. Il problema della carenza di personale non è nuovo, ma negli ultimi anni si è acuito, complice anche il mutamento del profilo degli ospiti.
Un cambiamento nella tipologia degli ospiti.
Franca Conte, presidente di Arat (Associazione Residenze Anziani Toscana), sottolinea un aspetto cruciale: “Dimentichiamoci l’immagine del nonno che gioca a carte: oggi nelle RSA soggiornano principalmente anziani non autosufficienti.” Le RSA non sono più semplici case di riposo, ma strutture sanitarie a tutti gli effetti, con ospiti che necessitano di assistenza continua, cure specialistiche e personale altamente qualificato.
La fuga degli infermieri e il caro-compensi.
Parallelamente all’aumento delle esigenze assistenziali, le RSA si trovano a fronteggiare una drastica riduzione di infermieri disponibili. Molti professionisti hanno preferito migrare verso il Servizio Sanitario Nazionale (dove possono contare su stipendi più stabili e condizioni di lavoro migliori) o addirittura scegliere il settore privato e la libera professione.
Questo ha generato un vero e proprio ‘mercato selvaggio’, in cui le RSA, per assicurarsi infermieri disponibili, devono offrire compensi sempre più elevati. Secondo Conte, oggi un infermiere freelance chiede almeno 35 euro l’ora, una cifra che le strutture faticano a sostenere, soprattutto considerando che le tariffe riconosciute dalle convenzioni regionali non sono state adeguate all’aumento dei costi.
Un sistema a rischio collasso.
Il rischio concreto è che molte RSA non riescano più a garantire i livelli essenziali di assistenza, costringendo le famiglie a cercare soluzioni alternative per i propri cari. Senza un intervento strutturale – con un adeguamento delle tariffe, incentivi per il personale sanitario e una migliore programmazione delle assunzioni – il sistema rischia di collassare, lasciando senza risposta i bisogni di una fetta sempre più ampia della popolazione anziana.
Cosa si può fare?
Le associazioni di settore chiedono un intervento immediato da parte delle istituzioni per regolamentare il mercato del lavoro infermieristico nelle RSA e garantire che queste strutture possano continuare a svolgere il loro ruolo essenziale nella rete assistenziale del Paesi.
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