Infermiere sospeso senza stipendio vince causa: Azienda Ospedaliera condannata a risarcire 18.000 Euro.
Un infermiere ingiustamente sospeso per un errore nei cartellini manuali vince la causa contro l’ASL: il giudice ordina il risarcimento di stipendio arretrato e danni psico-fisici.
Un infermiere italiano, sospeso per un mese senza stipendio a causa di un presunto deficit di ore sul cartellino, ha vinto una causa contro l’Azienda Ospedaliera che lo aveva sanzionato. Il tribunale ha stabilito che la sospensione era ingiustificata, condannando la struttura a risarcirlo con 18.000 euro per il mancato salario e i danni psicofisici subiti. La sentenza ha portato alla luce un sistema di gestione dei turni obsoleto e soggetto a errori, basato su cartellini cartacei anziché su software automatici.
I fatti: cos’è successo?
L’infermiere, dipendente da anni dell’ASL, era stato accusato di aver accumulato ore di lavoro non giustificate, con conseguente sospensione disciplinare senza retribuzione. Tuttavia, durante il processo è emerso che:
- I cartellini venivano compilati manualmente, senza tracciamento digitale.
- Errori umani e ritardi nelle registrazioni erano frequenti.
- L’azienda non aveva mai investito in sistemi informatici di rilevazione presenze, nonostante i ripetuti reclami del personale.
Il giudice ha riconosciuto che il dipendente non aveva alcuna responsabilità diretta nelle discrepanze orarie, sottolineando come la sanzione avesse provocato stress economico e disagio psicologico.
La sentenza: perché l’Azienda ha perso?
La corte ha evidenziato tre punti chiave:
- Mancanza di prove: Nessun dato oggettivo dimostrava un’effettiva negligenza da parte dell’infermiere.
- Colpa del datore di lavoro: L’uso di metodi manuali, anziché sistemi automatici, ha creato un terreno fertile per errori.
- Danno psico-fisico: La sospensione ingiusta ha compromesso la serenità e la reputazione professionale del dipendente.
Il risarcimento di 18.000 euro comprende:
- Stipendio non percepito durante la sospensione.
- Risarcimento per danno morale e biologico.
Le reazioni e il precedente giuridico.
La sentenza ha scatenato polemiche sul mancato ammodernamento di molte strutture sanitarie italiane. Sindacati e associazioni di categoria sottolineano:
“Questo caso dimostra che le sanzioni disciplinari non possono basarsi su strumenti inefficaci. Servono investimenti urgenti in digitalizzazione.”
La decisione potrebbe diventare un precedente per analoghe controversie, spingendo altre aziende a rivedere i propri sistemi di gestione del personale.
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