FIALS Imola. Diritto al Buono Pasto: riflessioni su inadempienze e risarcimenti per i lavoratori.
Emessa una seconda sentenza a favore dei lavoratori dell’Ausl di Imola sostenuti dal sindacato FIALS capitanato dal Segretario Aziendale De Pandis Stefano.
Nel merito, si tratta di una sentenza che ci soddisfa pienamente. È stato riconosciuto il 100% dell’emolumento economico a titolo di risarcimento alla parte ricorrente, mentre la posizione della parte resistente, in questo caso l’Ausl di Imola, è stata completamente respinta.
Questa sentenza rappresenta un importante punto di riferimento, poiché ci consentirà, in collaborazione con lo studio legale che ha gestito la causa, gli Avvocati Toscano e Fortunato, di valutare la possibilità di presentare un ulteriore ricorso contro la prima decisione emessa. Tale sentenza ha coinvolto 40 dipendenti della sanità imolese, e intendiamo richiedere il riconoscimento del risarcimento integrale al 100%, anziché il 67% stabilito in precedenza.
Invitiamo tutti i dipendenti che non hanno aderito a contattare il sindacato per richiedere gli arretrati relativi agli ultimi cinque anni, avvalendosi delle sedi legali competenti per ottenere il giusto risarcimento.
A Imola è sempre più difficile reperire infermieri, una situazione che affonda le sue radici nella scarsa valorizzazione della professione e nella negazione di diritti fondamentali, come quello di accedere alla mensa. In un’intervista, il Direttore Assistenziale ha sottolineato che alle nuove generazioni sembra mancare la vocazione, ma è evidente che con la sola passione non si può pagare un pasto.
Negli ambienti di lavoro, il diritto al buono pasto è un tema importante che merita attenzione, soprattutto quando sorgono casi di inadempienza da parte del datore di lavoro. Recentemente, è emerso un caso concreto in cui un datore di lavoro non ha garantito ai propri dipendenti il diritto all’accesso ai pasti, con problematiche legate agli orari di lavoro e alle modalità di fornitura dei buoni pasto.
L’inadempienza del Datore di Lavoro.
In base alla recente analisi, il datore di lavoro sembra non aver assolto il suo obbligo di assicurare ai lavoratori il diritto di accedere alla mensa o alle alternative ai buoni pasto. Questa situazione ha portato i lavoratori a richiedere un risarcimento per il danno subito, in quanto non hanno potuto usufruire di un pasto durante il turno di lavoro. La questione si complica ulteriormente quando si considerano periodi di lavoro notturno o orari prolungati che interferiscono con il normale accesso ai servizi offerti.
La quantificazione del danno.
Per determinare la quantificazione del danno, si è fatto riferimento al codice civile, in particolare all’articolo 1226, che stabilisce criteri di equità nel calcolo delle perdite subite. Nel caso specifico, è stato stabilito un valore per il buono pasto, che corrisponde al costo minimo per un pasto leggero. Questo compenso varia a seconda delle diverse circostanze lavorative e del periodo di riferimento.
In base a quanto discusso, i risarcimenti previsti per i lavoratori ammontano a somme specifiche, calcolate tenendo conto delle giornate lavorative in cui non hanno potuto usufruire di un pasto, aggravando ulteriormente la situazione. I lavoratori, quindi, hanno diritto a ricevere un indennizzo che compensa la mancanza di accesso ai pasti.
Nuove iniziative e servizi.
È interessante notare che, a partire da ottobre 2024, si prevede l’istituzione di un nuovo servizio di mensa serale in alcune aziende, offrendo così una potenziale soluzione per il futuro. Questo nuovo servizio potrebbe contribuire a mitigare le problematiche legate all’accesso ai pasti per i lavoratori, specialmente per quelli che svolgono turni complessi.
Implicazioni legali sul risarcimento.
Il Tribunale di Bologna ha recentemente preso una decisione sul caso, stabilendo che il datore di lavoro deve corrispondere a ciascun lavoratore i compensi risarcitori per l’inadempimento riguardo al servizio di mensa nei turni notturni. Inoltre, il giudice ha determinato che l’ammontare dei risarcimenti include:
– € 384,09 per un ricorrente
– € 1.069,67 per un altro
– € 1.205,96 per un terzo
– € 987,07 per un quarto
– € 1.189,41 per un quinto
Si è anche stabilita la parziale compensazione delle spese legali a favore dei ricorrenti.
È fondamentale che i datori di lavoro rispettino i diritti dei propri dipendenti, garantendo un accesso adeguato ai servizi di mensa e ai buoni pasto. Le inadempienze non solo compromettono il benessere dei lavoratori, ma possono anche risultare in significativi risarcimenti legali. Le nuove iniziative nel settore, come l’introduzione di servizi serali, rappresentano un passo nella giusta direzione, ma è necessario monitorare attentamente la loro implementazione per assicurare che tutti i dipendenti possano usufruire dignitosamente dei loro diritti.
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