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AMSI-UMEM-AISC-UNITI PER UNIRE: “Difendere gli infermieri di origine straniera significa difendere tutta la sanità italiana».

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logo-amsi AMSI-UMEM-AISC-UNITI PER UNIRE: “Difendere gli infermieri di origine straniera significa difendere tutta la sanità italiana».

La FNOPI sostenga maggiormente anche i professionisti stranieri. Abbiamo bisogno della loro competenza e delle loro qualità umane”.

LE INDAGINI AMSI: 36.400 sono infermieri di origine straniera (di cui alcune migliaia arrivati grazie al decreto Cura Italia): un dato significativo di cui non si può non tenere conto. Un vero esercito quello dei professionisti della sanità di origine straniera: sono più 105.600 nella nostra sanità”.

Aodi: “Basta pregiudizi e discriminazioni. Senza gli infermieri stranieri, il nostro sistema sanitario crollerebbe. Diciamo no a dichiarazioni che possano alimentare divisioni e pregiudizi, che purtroppo hanno contribuito all’aumento delle discriminazioni nei confronti dei professionisti stranieri del 36% nel 2024”.

ROMA 21 MARZO 2025 – L’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), l’Unione Medica Euromediterranea (UMEM) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE, a nome dei rispettivi Consigli Direttivi e attraverso la puntuale voce del loro Presidente, il Prof. Foad Aodi – medico, giornalista internazionale, esperto in salute globale, Direttore dell’AISC (Agenzia Britannica Internazionale Informazione Senza Confini), membro del Registro Esperti FNOMCEO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma e docente dell’Università di Tor Vergata – esprimono i migliori auguri per il Terzo Congresso Nazionale della FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) in corso a Rimini fino al prossimo 22 marzo.

“Siamo convinti – dichiara il Prof. Foad Aodi – che sia giunto il momento di costruire un dialogo concreto e costruttivo per migliorare le condizioni degli infermieri in Italia, valorizzandone il ruolo strategico all’interno del nostro sistema sanitario. Per questo invitiamo tutti gli attori della sanità coinvolti a unirsi attorno a un tavolo di lavoro che metta al centro le esigenze della categoria, dalla valorizzazione economica e professionale, alla formazione, fino alla difesa dei loro diritti.”

BASTA ATTACCHI AGLI INFERMIERI DI ORIGINE STRANIERA

“Come AMSI e UMEM e Movimento Uniti per Unire e Aisc , diciamo NO una volta per tutte al pregiudizio e a dichiarazioni fuori luogo contro gli infermieri di origine straniera e contro il loro contributo alla nostra sanità pubblica. Questo è un impegno che deve assumersi prima di tutto la politica, accanto alla Federazione Infermieristica con gli Ordini Professionali e naturalmente anche tutti i sindacati delle professioni sanitarie che invitiamo da tempo ad avere una posizione meno rigida e con dichiarazioni più responsabili.

È inaccettabile che, ancora oggi, si alimentino “narrative discriminatorie” su professionisti che, con competenza, qualità umane e impegno quotidiano, garantiscono il funzionamento di ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia.”

“Siamo d’accordo sul fatto che gli infermieri stranieri debbano imparare la lingua italiana e conoscere la nostra cultura e le regole del nostro sistema sanitario, ma mi chiedo: quanti servizi perderebbe il nostro sistema sanitario oggi senza il loro apporto?” prosegue Aodi.

“È ora di smettere di attaccare gli infermieri di origine straniera, così come bisogna smettere di mettere in discussione il valore di tutti i professionisti sanitari di origine straniera, soprattutto quelli che da anni lavorano in Italia con serietà, dedizione e spirito di sacrificio. Parliamo di persone regolarmente iscritte agli Albi professionali, che pagano le tasse, rispettano i loro doveri, eppure ancora oggi non vedono garantiti tutti i loro diritti, a partire dalla possibilità di partecipare ai concorsi pubblici senza il vincolo della cittadinanza italiana.”

FNOPI PRENDA FINALMENTE POSIZIONE SUI DIRITTI DEGLI INFERMIERI STRANIERI E NON SOLO DI RICORDARCI OGNI VOLTA CHE DEVONO ESSERE ALL’ALTEZZA.

“Ci piacerebbe sentire, una volta per tutte, la Presidente FNOPI, Dott.ssa Barbara Mangiacavalli, prendere posizione anche sui diritti degli infermieri di origine straniera che lavorano in Italia. 

È fondamentale che la Federazione rappresenti tutti gli infermieri, senza distinzioni, e che faccia sentire la propria voce in difesa di chi ogni giorno contribuisce al nostro sistema sanitario, indipendentemente dalla nazionalità.”

“La sanità italiana ha bisogno di tutti. Basta divisioni, basta discriminazioni. È il momento di costruire un sistema inclusivo, basato sul merito e sul rispetto dei diritti di tutti i professionisti sanitari.” il nostro Appello sicuramente va anche a tutti le federazioni del albi professionali di tutelare i nostri professionisti della sanità e di difendere i loro diritti e no a dichiarazioni sterili.

STATISTICHE AMSI SUGLI INFERMIERI DI ORGINE STRANIERA IN ITALIA (AGGIORNATI A FEBBRAIO 2025)

– Oggi si calcola che in Italia i professionisti sanitari di origine straniera in Italia sono oltre 105.633.

– 36.400 sono infermieri di origine straniera (di cui alcune migliaia arrivati grazie al decreto Cura Italia)

– Possiamo considerare, con i nuovi arrivi degli ultimi 5 anni, un aumento di 30.633 professionisti della sanità di origine straniera dal 2019 a oggi.

– Solo il 10% dei professionisti della sanità sono iscritti ad organizzazioni sindacali.

– Gli infermieri di origine indiana che già lavorano nelle strutture sanitarie italiane risultano oltre 1.800.

– Gli infermieri stranieri più numerosi sono quelli rumeni (circa 12.000), seguiti dai polacchi (2.000), dagli albanesi (1.848) e dai peruviani (1.500).

– Aumentata la richiesta di infermieri del 35% da parte delle strutture pubbliche e private negli ultimi 3 anni , principalmente in Sicilia, Sardegna, Veneto, Lombardia, Umbria, Lazio, Calabria, Puglia e Molise.

– Stiamo incontrando numerose ambasciate ed albi professionali stranieri per intensificare la nostra rete e la conoscenza sui diritti e doveri “dell’esercito bianco” (medici e infermieri) nel mondo ed in Italia.

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