Studenti Infermieri: il primo tirocinio come il primo giorno di scuola.

Studenti Infermieri: il primo tirocinio come il primo giorno di scuola.

Non si scorda mai!

Per gli studenti del Corso di laurea in Infermieristica è previsto un monte ore di tirocinio in ospedale per poter mettere in atto tutte le materie studiate nel corso delle lezioni. Andare in reparto e relazionarsi con personale medico, infermieristico e pazienti non è così facile, né a livello disciplinare né a livello emozionale. Uno studente improvvisamente si ritrova nel mondo del lavoro, dove sinceramentec’è bisogno di lavorare e non c’è tempo per emozionarsi.

Spiego meglio... Immaginate una corsia di medicina dei nostri ospedali? Se avete letto il mio articolo precedente, avete una minima idea di che mole di lavoro sto parlando. Adesso pensate che in questo reparto entrano due giovani matricole che sono la per la prima volta e che di ospedale non ne hanno mai visto uno. 

Vi dico io quali sono le domande che si pone un nuovo studente:

  • Ma che cosa dico appena entro?
  • Se mi chiedono di fare una procedura che io non posso fare, rispondo che non lo posso fare o lo faccio nonostante a lezione mi hanno detto di non farlo? 
  • Se vedo che ciò che mi hanno detto a lezione non viene eseguito in reparto che faccio? 
  • Se sbaglio qualcosa che cosa mi può succedere?
  • Se avessi necessità di interrompere l’azione che sto facendo perché sto riscontrando delle difficoltà emotive, pratiche o disagevoli, come faccio, cosa dico o meglio posso uscire dalla stanza del paziente?
  • O devo resistere e portare a termine?

Vedete già quante domande si pongono gli studenti prima di iniziare il tirocinio.

La mia sede universitaria, ovvero TOR VERGATA con sede distaccata ad Ostia, ha progettato quindici giorni di tutoraggio da parte di ragazzi del secondo o terzo anno, che aiutano i nuovi tirocinanti ad affrontare il primo tirocinio clinico.

Pensate che grande sollievo ha un ragazzo a porre le domande suddette ad un altro ragazzo che ha passato esattamente le sue stesse esperienze un anno prima.

Penso sia un grande aiuto psicologico, poiché se ci fossero problemi di tipo emotivo o strutturale su una mancata conoscenza, i limiti che si pone un ragazzo a porre domande ad altri ragazzi studenti sono nettamente inferiori.

Il tutoraggio è così progettato:

  • Vengono scelti degli studenti degli anni successivi con particolari caratteristiche che siano di tipo caratteriale, applicativo o strutturale.
  • Viene assegnato ad ogni tutor uno studente dal primo anno, che dovrà nei giorni selezionati per il tirocinio clinico, aiutare, ascoltare ed esporre tutto ciò che si può apprendere o dare in un reparto di degenza.
  • Il tutor deve trasmettere le proprie conoscenze, il proprio vissuto nei precedenti tirocini ed ascoltare le problematiche o le emozioni provate dal nuovo studente.
  • Il compito del tutor è anche quello educativo, deve far apprendere alla nuovamatricola l’importanza nel rispettare gli orari, mantenere rispetto del paziente edell’equipe infermieristica, medica e di tutti gli operatori di supporto.

Scelti gli studenti per il tutoraggio vengono poi presentati ai nuovi allievi, successivamente verranno assegnati i reparti di appartenenza e le turnazioni.

Gli studenti che si offrono come tutori vengono sempre ripagati con un bonus nel monte ore personale al quale verranno aggiunte oltre le ore effettive di reparto, delle ore in più per aver aiutato gli allievi.

Riassumo:

  • Questo è un progetto molto valido e vorrei fosse applicato come protocollo in tutte le università di scienze infermieristiche e volendo applicarlo per altre facoltà.
  • Esprimo il mio pensiero sul chi debba fare questo tutoraggio per poter perfezionare le modalità di scelta.
  • Non facciano il tutoraggio persone che non abbiano un monte ore pari al 50% delle ore previste dal tirocinio del primo anno.
  • Vengano scelti reparti già frequentati dai tutor clinici in modo da poter partire da una minima conoscenza di dove si trovino i dispositivi utili al tutoraggio.
  • Non vengano scelti i tutor in base ai voti delle materie teoriche, poiché di teorico nel tirocinio c’è molto poco.
  • Facciano il tirocinio persone che hanno scelto infermieristica come prima scelta non come seconda o scelta di ripiego.

Non me ne vogliano gli studenti che si sono trovati a fare questa università per scelte secondarie su lista di scorrimento dei test d’ingresso, il mio consiglio è quella diportare avanti gli esami teorici, non portatevi a fare tirocinio per forze maggiori, fareste del male alla vostra persona e potreste dare un’immagine sbagliata di voi e compromettere il vostro futuro universitario e lavorativo.

Aspettate la prossima sessione e riprovate il test per iniziare la vostra esperienza per il quale realmente eravate partiti.

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St. Inf. Sara Antonelli
Author: St. Inf. Sara AntonelliEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Maturità classica. Ha lavorato in asilo nido e come cameriera. Conosce l'Italiano, l'inglese e lo Spagnolo. E' iscritta al secondo anno di scienze infermieristiche presso TOR Vergata, distacco con sede a Ostia. Ama scrivere sul web.
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