Furbetti del cartellino: nei guai Medico e altri operatori sanitari dell'ASL di Foggia.

Furbetti del cartellino: nei guai Medico e altri operatori sanitari dell'ASL di Foggia.

Anche un Primario finito sotto inchiesta e sospeso dagli incarichi. Sono in corso le indagini.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, dalle prime ore di questa mattina, stanno dando esecuzione ad una ordinanza cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Foggia nei confronti di 8 dipendenti pubblici in servizio presso una locale ASL dauna. Coinvolto anche un noto primario.

Sospensione dal servizio nei confronti di un altro dipendente, in ordine all’’ipotesi di truffa a danno di un ente pubblico. Ulteriori dettagli saranno comunicati nel corso della mattinata.

Al momento tutto è coperto dal segreto istruttorio. Non è il primo caso di assenteismo e di "timbrature fasulle" in Italia, già altri episodi e arresti simili si erano verificati in varie parti dello Stivale Italico.

Gli investigatori, anche attraverso l’esame dei filmati acquisiti delle telecamere nascoste nei pressi dell’apparecchiatura marcatempo del presidio ospedaliero, hanno accertato che numerosi dipendenti attestavano la propria presenza sul luogo di lavoro ma, di fatto, erano impegnati in attività estranee al contesto lavorativo.

Gli indagati, per occultare l’assenza dal posto di lavoro, oltre ad utilizzare la classica mancata timbratura del cartellino marcatempo in uscita, provvedevano, direttamente o grazie a due colleghi addetti all’inserimento dei dati nel data base delle attività di servizio prestate, complici nella truffa, ad alterare le informazioni contenute nel sistema informatico di registrazione delle presenze.

Un altro dipendente, invece, simulando di aver dimenticato il badge a casa, faceva attestare la propria presenza mediante la sottoscrizione di un’attestazione cartacea da parte del proprio dirigente anche quando questi era assente dal servizio. Dalle indagini è emerso che le false attestazioni di presenza, per un totale di oltre 5.300 ore, venivano effettuate fin dal 2014.

Le attività svolte durante le assenze dal servizio erano le più variegate: si va dall’operatore tecnico che collaborava nella gestione del bar della moglie, ai vari dipendenti che si intrattenevano in lunghe chiacchierate perditempo con amici e parenti in bar cittadini, fino al primario del reparto di rianimazione, Giuseppe Altieri, che si allontanava dall’ospedale per interi pomeriggi in giro per la città o facendo rientro alla propria abitazione e che, in alcune occasioni, attestava anche di aver eseguito prestazioni specialistiche ricorrendo ad ore di straordinario al fine di smaltire le cosiddette liste d’attesa dei pazienti.

Il caso più emblematico è quello di un operatore tecnico specializzato che dopo aver trascorso intere giornate al mare, pur risultando in servizio, non aveva nessun problema a pubblicare foto su social network in cui era visibile in situazioni conviviali in luoghi diversi da quello lavorativo.

Le attività di indagine hanno consentito di raccogliere solidi elementi di prova a carico di 9 indagati (un primario, un dirigente, cinque collaboratori amministrativi, un operatore tecnico ed una commessa).

Fonte: Immediato.net - AssoCareNews.it - Repubblica.it

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Redazione
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