Dottori, Infermieri o IP: avete il coraggio di siglarvi con il titolo accademico?

Dottori, Infermieri o IP: avete il coraggio di siglarvi con il titolo accademico?

E voi cosa o chi siete?

Da anni si discute nell’ambito Infermieristico sul poterci fregiare o meno del titolo di “Dottore”, come fanno i Medici, molti dei Professionisti Sanitari cugini e soprattutto le altre discipline non sanitarie. Come avrete notato da qualche giorno tutti i redattori di AssoCareNews.it sono stati indicati con il titolo accademico di Dott. o Dott.ssa. Per le questioni che appresso diremo lanciamo la sfida alle altre testate giornalistiche gestite da Infermieri, perché abbiano il coraggio di fare quel salto di qualità che manca nella nostra professione.

La stessa cosa accadrà su NurseToday.it, il quotidiano sanitario da me diretto che aprirà i battenti con l’avvento del prossimo autunno. Il giornale, di proprietà del sindacato FIALS dell’Emilia Romagna, inizierà ad invertire assieme a noi la tendenza e a “non vergognarsi” di utilizzare i suffissi Dott. o Dott.ssa.

Tra i redattori di AssoCareNews.it ci sono tanti Infermieri e Infermieri Pediatrici iscritti ad altri albi, che hanno conseguito la Magistrale o vinto Dottorati di Ricerca, “masterizzati” e iscritti ad altri albi professionali.

Sui social e in numerosi articoli giornalistici vari opinionisti e improvvisatori del momento si sono arroccati e si arroccano sull’una e sull’altra posizione: 

  1. Si possiamo fregiarci di questo titolo perché abbiamo conseguito una Laurea in Infermieristica;
  2. No non possiamo perché rimaniamo sempre Infermieri pur se con la laurea.

Prima di inoltrarci anche noi nella discussione vorremmo parlare anche di quelli collegi che continuano a “fregiarsi” del titolo di Infermiere Professionale. Sono quegli Infermieri, ubicati spesso lavorativamente in strutture private o in Aziende pubbliche di periferia (ma non è sempre una regola, segnalazioni ci arrivano anche da grossi Enti ospedalieri di Genova, Milano, Trieste, Firenze, Napoli, Palermo, Bologna, Bari e Roma), che continuano a siglarsi con l’acronimo IP. 

A molti di loro abbiamo posto la stessa identica domanda: “Sai che l’Infermiere Professionale è una figura ormai estinta e ubicata nei meandri della storia dell’Infermieristica italiana?”. 

La risposta è stata quasi sempre la stessa: “Io sono un Infermiere Professionale e me ne vanto, ho studiato e fatto sacrifici per questo, non ho bisogno della Laurea!”. Peccato che abbiano bisogno di conoscere come si sia evoluta normativamente la nostra categoria professionale e quanti traguardi sono stati raggiunti dall’emanazione del DM 739 del 1994 (Profilo dell’Infermiere) alla Legge n.3/2018 (istituzione dell’Ordine degli Infermieri).

Ma torniamo al motivo del nostro servizio.

Ripetiamo: possiamo o no vantarci del titolo di Dottore?

Dalle nostre ricerche effettuate sul web e negli archivi degli Ordini professionali provinciali e Nazionale abbiamo verificato che non è solo possibile, ma si è reso anche necessario per dimostrare alle professioni cugine e soprattutto ai nostri Pazienti che siamo dei Professionisti a tutti gli effetti (senza timori reverenziali nei confronti dei Medici e degli altri membri dell’equipe sanitaria). 

Va però fatta una precisazione. Chi non ha mai conseguito la Laurea in Infermieristica, ma ha solo ottenuto il titolo di equipollenza, non può fregiarci del titolo di Dottore in quanto è proprio di chi ha seguito un percorso accademico (universitario). Parliamo della Laurea in Infermieristica o Infermieristica Pediatrica di primo livello (la triennale insomma). A maggior ragione possono utilizzare utilizzare il suffisso Dott. o Dott.ssa tutti i colleghi e le colleghe che hanno affrontato percorsi di studio più avanzato: Master I livello, Magistrale, Master di II Livello, Dottorato di ricerca e Alta formazione clinico-manageriale.

Ricapitolando, chi può utilizzare il termine Dott. o Dott.ssa?

  1. Infermieri e Infermieri Pediatrici con laurea triennale;
  2. Infermieri e Infermieri Pediatrici Magistrali;
  3. Infermieri e Infermieri Pediatrici “masterizzati”;
  4. Infermieri e Infermieri Pediatrici Ricercatori;
  5. Infermieri e Infermieri Pediatrici Dirigenti e Manager.

Dopo quanto detto vi sentite ancora Dottori, Infermieri o semplicemente IP?

Ho trovato molto interessante un servizio pubblicato qualche anno fa sul sito web The Nursing Post, che qui di seguito riportiamo. L’articolo, anche se ingiustamente contestato, è firmato dal collega Mirco Montanari, nato a Maglie in Provincia di Lecce e laureatosi in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Siena.

Dottore in Infermieristica: facciamo chiarezza…

Sia al cittadino sia alla maggior parte degli infermieri è poco chiaro l’utilizzo del titolo di Dottore per la professione Infermieristica. L’Associazione Infermieri Legali e Forensi nel proprio sito internet ha chiarito la posizione dell’infermiere.  

Vi riporto qui di seguito l’articolo:

Il DM 22 Ottobre 2004, n. 270, “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509”, recita:

Art. 13, “Disposizioni transitorie e finali”, Comma 7

A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca.

La qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509.

I laureati in infermieristica sono dottori; circa l’utilizzo del titolo sul luogo di lavoro, spetta ai diretti interessati far rispettare questo loro diritto.

E’ importante ricordare che l’utilizzo del titolo di dottore è stato regolamentato dal Regio Decreto 4 Giugno 1938, n. 1269 (ancora in vigore), che all’art. 48 recita: “il titolo di dottore spetta a coloro che hanno conseguito una laurea, e ad essi solo”.

Questo significa che il titolo è strettamente legato al possesso di una laurea, indipendentemente dalla sua durata e dalla sua natura; quindi ci si può fregiare del titolo di dottore indipendentemente dalla propria posizione lavorativa, a condizione di essere laureati, ovviamente!

Nel nostro caso, avremo l’Infermiere Sig. Rossi (senza laurea) o l’Infermiere Dott. Rossi (con la laurea); il titolo di dottore spetta anche se la laurea non è del proprio ambito professionale.

In breve il titolo di Dottore va a qualsiasi Infermiere che ha conseguito la Laurea, è dunque scorretto affermare che il Dottore in Infermieristica va solo a colui che ha conseguito la Laurea Magistrale.

Cari Infermieri, il cambiamento parte da noi, la legge afferma che voi tutti siete Dottori.

Passiamo agli Infermieri Diplomati. Dopo l’uscita dell’articolo ci sono stati dei dibattiti che ci hanno portato a modificare quanto scritto in precedenza più di una volta

Dopo la segnalazione di alcuni utenti sull’equipollenze introdotte dalla Legge Gelmini del 2010 n 240 abbiamo deciso di pubblicare il comma 1 e 2 del 17° articolo.

Art. 17.

(Equipollenze)

1. I diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riconosciuti al termine di un corso di durata triennale, e i diplomi universitari istituiti ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, purche’ della medesima durata, sono equipollenti alle lauree di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.

2. Ai diplomati di cui al comma 1 compete la qualifica accademica di «dottore» prevista per i laureati di cui all’articolo 13, comma 7, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.

Dopo aver approfondito il discorso, ci siamo collegati sul sito del Collegio Ipasvi di Gorizia dove abbiamo trovato quanto segnalato dai nostri lettori. In un documento firmato da Mario Schiavon, attuale presidente ENPAPI, possiamo leggere:

Oltre all’equipollenza stabilita dal Ministero della Salute nel 2000, riguardante le Scuole Regionali e le Scuole Universitarie Dirette a Fini Speciali SDAF (di durata biennale o triennale), ai Diplomi Universitari, con la recente legge Gelmini del 30 dicembre 2010, n. 240 art. 17, commi 1 e 2, sia i Diplomi rilasciati dalle Scuole Dirette A Fini Speciali che i Diplomi Universitari,ma solo se a durata triennale, sono stati riconosciuti EQUIPOLLENTI anche alla Laurea, con diritto alla qualifica accademica di “dottore”.

Tutto questo però è frutto di un errore di interpretazione. Dopo un ulteriore segnalazione abbiamo interrogato il nostro Collegio di appartenenza che ci ha mostrato un documento (una comunicazione privata) del Ministero della Salute ad un Professionista (di cui non conosciamo l’identità, perchè accuratamente nascosta) che aveva posto la stessa domanda.

Il testo affermava che la qualifica di Dottore va solo a chi ha intrapreso la carriera Accademica, dunque solo ai Laureati (...).

* * *

Siete pronti anche voi al salto di qualità? Siete laureati e non vi siete ancora fregiati del titolo di Dott. o di Dott.ssa? Cosa aspettate a farlo? Avete per caso paura?

Diteci cosa ne pensate sull’argomento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Dott. Angelo Riky Del Vecchio
Author: Dott. Angelo Riky Del VecchioWebsite: http://www.angelorikydelvecchio.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nato in Puglia, vive e lavora in Emilia Romagna, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it e di NurseToday.it - Quotidiano FIALS.
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